LA DC GENOVESE COMPLETA L'ASSORBIMENTO DEI REVISIONISTI
In politica, si sa, occorre fare attenzione a tutti i segnali che ci possono permettere di interpretare quali saranno i futuri movimenti dei vari partiti: a volte sono importanti le parole dei vari esponenti di questa o quella corrente, in altre circostanze sono sufficienti i gesti, magari anche solo simbolici.
Il Secolo XIX di giovedì diciannove dicembre, a pagina venti, dà notizia - lo fa il bravo Vincenzo Galiano - del fatto che il Partito (sedicente) Democratico stia per traslocare: dalla sede della centralissima piazza della Vittoria 7/7 si trasferirà, a breve, in via Caffaro 10.
Fin qui sembrerebbe non esserci nulla di strano: l'annunciata fine (prevista per il 2018) del finanziamento pubblico ai partiti non permette più ai seguaci di Don Matteo Renzi la spesa di 54.000,00 (cinquantaquattromila) Euro annui per l'affitto degli uffici attualmente occupati, e così si trasferiscono.
Ora viene il bello: il padrone di casa dei sedicenti democratici sarà la Fondazione Paganini, la stessa - il cui presidente è l'ex numero uno della Giunta regionale ligure, dall'11 aprile 1994 al 16 aprile 2000, Giancarlo Mori - nelle cui casse sono confluiti tutti i beni, delle defunte Democrazia Cristiana e Partito Popolare Italiano, per sottrarli alla comunione con quelli del partito revisionista in occasione del suo assorbimento.
Viene spontaneo domandarsi se mai proverà qualche imbarazzo, nell'entrare nei locali della ex federazione scudocrociata, chi - come il deputato Mario Tullo - ha sempre asserito di non volere morire democristiano; se fosse una persona conseguente, dovrebbe dare il via alla scissione degli ex revisionisti, magari per ricostruire (come proposto, a più riprese, dall'assessore allo Sport della Regione Liguria, il vendoliano Matteo Rossi) il Partito Democratico della Sinistra: il timore è che non se lo sogni nemmeno.
Genova, 19 dicembre 2013
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
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